L'inconscio non è il nemico: scopri l'ipnosi ericksoniana

Quante volte hai detto «lo so cosa dovrei fare, ma non ci riesco»? Quella sensazione di avere la soluzione a portata di mano, ma di non riuscire ad applicarla. Come se una parte di te remasse contro.

Non è sabotaggio. Non sei debole. E no, non c'è niente che non va in te.

Quello che chiamiamo "inconscio" non è il cattivo della storia. Non è un deposito oscuro di traumi e paure pronto a fregarti al momento sbagliato. È esattamente il contrario: è la parte di te che ha già capito, che ha già elaborato, che sa.

Cosa intendo davvero per inconscio

Facciamo chiarezza. Quando parlo di inconscio, non intendo quello freudiano fatto di pulsioni represse e desideri inconfessabili. Parlo di quella parte enorme della tua mente che lavora senza che tu te ne accorga.

Quella che ti fa respirare mentre dormi. Che ti fa spostare il peso da un piede all'altro quando sei in piedi. Che ti fa riconoscere il volto di una persona cara in mezzo alla folla, prima ancora che tu realizzi consciamente di averla vista.

È la biblioteca più grande che hai. Contiene ogni esperienza che hai vissuto, ogni competenza che hai acquisito, ogni soluzione che hai trovato a un problema. Anche quelle che non ricordi consciamente.

Milton Erickson, psichiatra e ipnoterapeuta che ha rivoluzionato il modo di fare terapia, l'aveva capito benissimo. E ha costruito tutto il suo approccio su un'idea semplice: l'inconscio del paziente è il suo migliore alleato, non il suo nemico.

Perché "sapere" non basta

"Dottore, lo so che non dovrei reagire così. Lo so che è irrazionale. Ma continuo a farlo."

Questa frase la sento almeno tre volte a settimana. E ha senso. Perché la parte conscia — quella razionale, logica, che analizza — spesso capisce perfettamente qual è il problema. Ma non riesce a cambiarlo.

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Cognitive Neuroscience nel 2023, circa il 95% dei nostri processi decisionali avviene al di fuori della consapevolezza cosciente. Il 95%. Significa che puoi avere tutte le informazioni giuste, tutti i buoni propositi del mondo, ma se l'inconscio non è d'accordo, non vai da nessuna parte.

Non è questione di forza di volontà. È questione di comunicare con la parte di te che prende davvero le decisioni.

E l'ipnosi ericksoniana fa esattamente questo.

Come funziona davvero l'ipnosi ericksoniana

Dimenticati il pendolino. Dimenticati "stai cadendo in un sonno profondo". Dimenticati tutto quello che hai visto nei film.

L'ipnosi ericksoniana è una conversazione. Una conversazione particolare, certo, ma sempre una conversazione. Non perdi il controllo. Non sei addormentato. Sei semplicemente in uno stato di attenzione focalizzata, come quando ti perdi in un libro o guardi un film che ti assorbe completamente.

In questo stato, la mente conscia si fa da parte. Non perché sia costretta, ma perché trova interessante fare altro. E l'inconscio diventa più ricettivo, più accessibile.

A quel punto posso comunicare direttamente con quella parte di te che sa. Usando:

  • Metafore e storie — perché l'inconscio pensa per immagini e narrazioni, non per concetti astratti
  • Suggestioni indirette — non ordini, ma possibilità. "Potresti accorgerti che..." invece di "devi fare..."
  • Utilizzazione — trasformo quello che sembrava un ostacolo in una risorsa. La tua ansia? Può diventare energia. La tua rigidità? Può diventare determinazione.
  • Ricerca di soluzioni già presenti — hai già risolto problemi simili in altri contesti. L'inconscio lo sa. Basta recuperare quella competenza.

Erickson diceva: "Non dico ai miei pazienti cosa fare. Aiuto il loro inconscio a dirlo a loro".

Le resistenze sono risorse travestite

Questa è la parte che cambia tutto. Nella terapia tradizionale, le resistenze sono ostacoli da superare. Il paziente "oppone resistenza", il terapeuta deve "vincerla".

Nell'approccio ericksoniano, ogni resistenza è un messaggio. È l'inconscio che ti dice: "Aspetta, questa strada non funziona. Ne conosco una migliore".

Ti faccio un esempio pratico. Una paziente viene da me per smettere di procrastinare. Ogni volta che provo un approccio diretto — tecniche di gestione del tempo, organizzazione delle priorità — la cosa peggiora. Più regole le do, meno riesce a rispettarle.

Resistenza? No. Messaggio.

Il suo inconscio mi sta dicendo: questa persona ha bisogno di libertà, non di gabbie. La sua creatività si nutre di spontaneità. Cambiamo strategia. Invece di combattere la procrastinazione, la utilizziamo. Le chiedo di procrastinare deliberatamente su compiti che non vuole davvero fare, per liberare energia per quelli che la appassionano.

Funziona. Perché ho smesso di remare contro il suo inconscio e ho iniziato a remare con lui.

Il tuo inconscio sa cose che tu hai dimenticato

Un concetto centrale nell'ipnosi ericksoniana è quello di apprendimento inconscio. Hai imparato a camminare? A nuotare? Ad andare in bicicletta?

Prova adesso a spiegare a parole, razionalmente, come fai a mantenere l'equilibrio su una bici. È quasi impossibile. Eppure lo fai. Perché quella competenza è depositata nell'inconscio.

Lo stesso vale per competenze emotive e relazionali. Hai superato momenti difficili. Hai affrontato paure. Hai trovato soluzioni creative a problemi complicati. Ma spesso, quando ti ritrovi in difficoltà, non riesci ad accedere a quelle risorse. Sono lì, ma la mente conscia non sa dove cercare.

Durante una seduta di ipnosi, posso aiutarti a recuperare quelle esperienze. A riattivarle. A trasferire quella competenza dal contesto in cui l'hai appresa a quello in cui ti serve ora.

Non ti sto insegnando niente di nuovo. Ti sto aiutando a ricordare quello che già sai.

Come posso aiutarti con l'ipnosi ericksoniana

Nel mio studio a Roma uso l'ipnosi ericksoniana integrata con altri approcci (terapia breve strategica, EMDR, ACT) a seconda di cosa ti serve davvero.

Non tutti i problemi richiedono ipnosi. Ma quando c'è un blocco tra "sapere cosa fare" e "riuscire a farlo", quando hai la sensazione di combattere contro te stesso, quando le soluzioni logiche non funzionano — ecco, lì l'ipnosi fa la differenza.

Lavoro spesso con:

  • Ansia e attacchi di panico che non rispondono alla logica
  • Blocchi emotivi e comportamenti automatici che non riesci a cambiare
  • Gestione del dolore cronico (qui l'ipnosi ha evidenze scientifiche solidissime)
  • Elaborazione di traumi, spesso in combinazione con EMDR
  • Dipendenze e comportamenti compulsivi

Ogni seduta è costruita su misura. Perché il tuo inconscio è unico. Le sue soluzioni sono uniche. Il mio lavoro è creare le condizioni perché emergano.

Non ti ipnotizzo per farti cambiare. Ti accompagno in uno stato in cui tu puoi accedere alle tue risorse. La differenza è enorme.

Il tuo inconscio non è il tuo nemico. Non lavora contro di te. Sta cercando, a modo suo, di proteggerti e aiutarti. A volte usa strategie che non funzionano più, è vero. Ma la sua intenzione è positiva.

E quando impari a collaborare con lui invece di combatterlo, tutto diventa più semplice. Non più facile, necessariamente. Ma più naturale. Più tuo.

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