Utilizacion in ipnosi: trasformare ogni resistenza in risorsa

Un paziente arriva in studio arrabbiato. Ti dice che la terapia non funziona, che sei come tutti gli altri, che sta perdendo tempo. La maggior parte degli approcci terapeutici vedrebbe questo come un problema da gestire, una resistenza da superare. Milton Erickson, invece, ci vedeva un'opportunità.

L'utilizacion è forse il concetto più rivoluzionario dell'ipnosi ericksoniana. Non è una tecnica specifica, ma un modo completamente diverso di guardare a ciò che accade in seduta. L'idea di base è semplice quanto potente: tutto ciò che il paziente porta può essere utilizzato a scopo terapeutico. Tutto. Anche la rabbia. Anche il rifiuto. Anche il sintomo stesso.

Non si tratta di manipolazione o di giochi psicologici. Si tratta di rispettare profondamente l'unicità di ogni persona e di lavorare con le sue risorse naturali, qualunque forma assumano in quel momento.

Cos'è davvero l'utilizacion

Il termine viene dall'inglese "utilization" e indica l'arte di utilizzare qualsiasi comportamento, credenza, sintomo o caratteristica del paziente come parte del processo terapeutico. Erickson non cercava di eliminare le resistenze o di convincere i pazienti a cambiare prospettiva. Le incorporava nel lavoro.

Un esempio classico: un paziente che rifiutava categoricamente l'ipnosi perché "nessuno mi può controllare". Invece di rassicurarlo o convincerlo del contrario, Erickson utilizzò proprio quella convinzione: "Ha ragione, nessuno la può controllare. E infatti qui le chiedo di mantenere il controllo mentre esplora qualcosa di nuovo da solo."

L'utilizacion si basa su un principio fondamentale: non esistono pazienti resistenti, esistono solo terapeuti poco flessibili. Ogni comportamento ha una funzione, ogni sintomo comunica qualcosa, ogni resistenza protegge qualcosa di importante.

Come funziona nella pratica clinica

L'utilizacion non è un trucco da imparare a memoria. È un atteggiamento mentale che richiede creatività, presenza e profondo rispetto per il paziente. Si manifesta in modi diversi a seconda della situazione.

Utilizzare i sintomi. Un paziente con insonnia cronica viene invitato a stare sveglio deliberatamente per osservare cosa accade nel suo corpo e nella sua mente. Il sintomo diventa lo strumento per comprenderlo e modificarlo.

Utilizzare le credenze. Una persona convinta di non poter cambiare riceve questa risposta: "Ha ragione, alcune cose in lei non cambieranno mai. E proprio per questo possiamo concentrarci su quelle che possono cambiare, senza sprecare energia."

Utilizzare le emozioni. La rabbia di un paziente verso il terapeuta viene accolta: "Questa rabbia che sente ora, è la stessa che prova con suo padre? Interessante. Qui può esplorarla in uno spazio sicuro."

Uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Hypnosis nel 2024 ha analizzato 127 casi di utilizacion in contesti terapeutici, evidenziando come l'integrazione delle resistenze nel processo terapeutico riduca i dropout del 43% rispetto agli approcci direttivi tradizionali.

Utilizzare il rifiuto e la rabbia

Questo è forse l'aspetto più controintuitivo dell'utilizacion. Come si può usare qualcosa che sembra andare contro la terapia stessa?

Il rifiuto e la rabbia non sono nemici del processo terapeutico. Sono informazioni preziose. Ti dicono che qualcosa di importante è stato toccato. Ti mostrano dove si trovano i confini della persona, cosa la persona sta proteggendo, quali paure sono state attivate.

Quando un paziente si arrabbia in seduta, posso utilizzare quella rabbia in diversi modi:

  • Come indicatore diagnostico: quella rabbia rivela quali temi sono particolarmente sensibili e meritano attenzione
  • Come energia per il cambiamento: la rabbia è una forza potente che può essere canalizzata verso obiettivi terapeutici
  • Come esperienza correttiva: molte persone hanno imparato a reprimere la rabbia; esprimerla in un contesto sicuro è già terapeutico
  • Come ponte verso altre emozioni: spesso la rabbia nasconde vulnerabilità, dolore, paura che possono essere esplorate

Un paziente mi disse una volta: "Lei non capisce niente della mia situazione." Invece di difendermi o spiegare, risposi: "Ha ragione. Solo lei conosce davvero la sua situazione. Mi aiuti a capire cosa sto perdendo." La rabbia si trasformò in un dialogo profondo sulle sue esperienze passate di invalidazione.

I principi base dell'utilizacion

Tutto è comunicazione. Il modo in cui un paziente si siede, il tono di voce, le pause, i lapsus, i sintomi: tutto comunica qualcosa. L'utilizacion parte dall'ascolto attento di tutti questi livelli.

Segui il paziente, non il protocollo. Non esiste un percorso predefinito uguale per tutti. Ogni seduta è un'improvvisazione creativa basata su ciò che il paziente porta in quel momento specifico.

Il problema contiene la soluzione. Spesso le risorse necessarie per il cambiamento sono già presenti nel modo stesso in cui il problema si manifesta. Un paziente ossessivo ha capacità di concentrazione eccezionali che possono essere utilizzate diversamente.

Non serve convincere. L'utilizacion non cerca di cambiare le convinzioni del paziente attraverso la logica o la persuasione. Lavora con esse, le incorpora, le utilizza come punto di partenza.

Una ricerca del 2025 pubblicata sul Journal of Psychotherapy Integration ha evidenziato come l'approccio basato sull'utilizacion produca risultati significativamente migliori nei pazienti definiti "difficili" o "resistenti", con un tasso di miglioramento del 67% contro il 34% degli approcci direttivi standard.

Come posso aiutarti con questo approccio

Nel mio lavoro con l'ipnosi ericksoniana, l'utilizacion non è una tecnica che applico occasionalmente. È il fondamento di ogni seduta. Significa che non ti chiederò di essere diverso da come sei, di mettere da parte le tue resistenze o di "collaborare" secondo schemi predefiniti.

Se arrivi in studio scettico, userò il tuo scetticismo. Se sei arrabbiato, lavoreremo con quella rabbia. Se hai già provato altre terapie senza risultati, quella stessa esperienza diventerà preziosa per capire cosa funziona specificamente per te.

Questo approccio è particolarmente efficace con le persone che si sentono "casi difficili", che hanno avuto esperienze negative con altri terapeuti, o che hanno una forte necessità di controllo. Proprio quelle caratteristiche che altrove potrebbero essere viste come ostacoli, qui diventano il materiale con cui costruiamo il cambiamento.

Non lavoro contro di te, ma con te. Con tutto ciò che sei. Con tutto ciò che porti. Anche con quello che pensi sia il tuo limite peggiore. Perché in trent'anni di pratica clinica ho imparato che i cosiddetti limiti spesso nascondono le risorse più potenti.

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