
"Stai leggendo questo articolo, vero? Probabilmente sei seduto o disteso. E immagino che tu sia curioso di capire come funzionano certi meccanismi della comunicazione."
Se hai appena pensato tre volte "sì" (o qualcosa del genere), sei appena stato esposto a un yes set. Niente di magico, niente di manipolatorio. Solo una tecnica comunicativa che Milton Erickson, padre dell'ipnosi moderna, ha studiato e raffinato per decenni.
Il principio è disarmante nella sua semplicità: quando diciamo "sì" ripetutamente, anche solo mentalmente, creiamo uno stato di accordo che tende a mantenersi. È come preparare il terreno prima di piantare un seme. E funziona perché sfrutta meccanismi psicologici profondi, non trucchi da prestigiatore.
Che cos'è il yes set e perché funziona
Il yes set è una sequenza di affermazioni o domande che generano consenso, utilizzata strategicamente prima di una proposta, una richiesta o una suggestione terapeutica. L'idea è semplice: creare un ritmo di accordi successivi che predispone la persona ad accettare più facilmente ciò che viene proposto dopo.
Ma perché funziona? Per almeno tre ragioni:
- Coerenza cognitiva: tendiamo a mantenere comportamenti coerenti con le nostre azioni precedenti. Se ho detto "sì" tre volte, dire "no" alla quarta richiede uno sforzo maggiore
- Riduzione della resistenza critica: ogni "sì" abbassa leggermente le difese razionali, creando un flusso comunicativo più fluido
- Creazione di rapport: l'accordo ripetuto costruisce una sensazione di sintonia, di essere "sulla stessa lunghezza d'onda"
- Attivazione di schemi comportamentali: il cervello ama i pattern. Una sequenza di "sì" diventa un pattern che tende a proseguire
Uno studio del Journal of Personality and Social Psychology del 2019 ha dimostrato che le persone esposte a una serie di richieste crescenti (la tecnica del "piede nella porta", strettamente correlata al yes set) avevano una probabilità del 47% superiore di accettare una richiesta finale rispetto al gruppo di controllo.
Come si costruisce un yes set efficace
Non si tratta di dire cose a caso per ottenere un "sì". Un yes set ben costruito ha caratteristiche precise.
Affermazioni verificabili: le prime affermazioni devono essere oggettivamente vere o facilmente verificabili. "Sei qui nel mio studio", "Oggi è sabato", "Hai chiamato per un appuntamento". Sono truismi, verità evidenti che non possono essere negate.
Progressione graduale: si parte da affermazioni completamente innegabili per spostarsi gradualmente verso affermazioni più personali o interpretative. "Stai cercando un cambiamento", "Qualcosa nella tua vita non ti soddisfa come vorresti".
Ritmo e naturalezza: un yes set forzato o meccanico viene percepito come manipolatorio. Deve sembrare (ed essere) una conversazione naturale, non un interrogatorio. Il tono, il ritmo, le pause sono fondamentali quanto le parole.
Rispetto della persona: ed è qui che molti fraintendono Erickson. Il yes set non è manipolazione, è facilitazione. Non si usa per far fare a qualcuno ciò che non vuole, ma per ridurre resistenze irrazionali verso ciò che la persona stessa desidera a livello più profondo.
Yes set nella vita quotidiana: esempi concreti
Il yes set non è solo roba da ipnosi clinica. Lo incontri ogni giorno, spesso senza accorgertene.
Nel marketing: "Vuoi risparmiare tempo? Vuoi risultati migliori? Vuoi una soluzione semplice? Allora prova il nostro prodotto." Ogni domanda retorica è costruita per generare un "sì" mentale.
Nelle vendite: "È d'accordo che la qualità sia importante? E che investire bene i propri soldi sia fondamentale? Perfetto, allora le mostro perché questo prodotto..." Un venditore esperto costruisce consenso prima di proporre.
Nelle relazioni: "Siamo d'accordo che il rispetto reciproco sia importante, vero? E che comunicare apertamente aiuti? Ecco, allora vorrei parlarti di una cosa che mi ha dato fastidio." Anche in contesti personali, preparare il terreno funziona.
Nella genitorialità: "Sei stanco, vero? E domani hai scuola presto. Immagino che tu voglia essere riposato per giocare con gli amici. Che ne dici se ora andiamo a dormire?" Molto più efficace del classico "vai a letto perché lo dico io".
Yes set e terapia: quando il consenso è terapeutico
Nel lavoro clinico, il yes set ha una funzione completamente diversa rispetto al marketing. Non vendo nulla, non convinco nessuno. Uso il yes set per ridurre resistenze che ostacolano il cambiamento che il paziente stesso desidera.
Un esempio tipico: lavoro con una persona che soffre d'ansia e vuole imparare tecniche di rilassamento, ma ha resistenze inconsce ("non ci riuscirò mai", "non sono capace", "è troppo difficile").
Invece di combattere frontalmente queste resistenze, costruisco un yes set: "Sei qui perché qualcosa ti preoccupa. Hai già fatto il passo importante di chiedere aiuto. In passato hai affrontato altre difficoltà, anche se magari non te lo ricordi sempre. E ora, mentre ascolti la mia voce, una parte di te è già più tranquilla di quando sei entrato."
Ogni affermazione è vera, verificabile, innegabile. E crea uno stato mentale di apertura che facilita il lavoro terapeutico successivo.
Uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Hypnosis nel 2022 ha analizzato l'efficacia dell'ipnosi ericksoniana nel trattamento dell'ansia generalizzata, trovando che tecniche come il yes set aumentavano significativamente la responsività ipnotica e l'efficacia terapeutica complessiva.
La differenza tra persuasione e manipolazione
Ogni volta che parlo di queste tecniche, qualcuno chiede: "Ma non è manipolazione?" È una domanda legittima che merita una risposta chiara.
La manipolazione usa tecniche di influenza per far fare a qualcuno qualcosa contro il suo interesse, per il vantaggio del manipolatore. La persuasione etica usa le stesse tecniche per facilitare scelte che la persona stessa considera positive per sé.
Nel contesto terapeutico, il yes set è etico quando:
- La persona ha scelto liberamente di venire in terapia
- Gli obiettivi sono concordati e chiari
- La tecnica serve a ridurre resistenze controproducenti, non a imporre volontà esterne
- Il terapeuta lavora nell'interesse del paziente, non per dimostrare la propria abilità
Erickson diceva: "Il terapeuta non può far fare a nessuno qualcosa che non voglia fare. Può solo aiutarlo a scoprire che alcune cose che crede di non voler fare, in realtà le vuole fare, ma ha paura."
Come posso aiutarti con l'ipnosi ericksoniana
Nel mio lavoro a Roma, uso il yes set e altre tecniche ericksoniane non come trucchi, ma come strumenti per facilitare il cambiamento che tu stesso desideri. Che si tratti di gestire l'ansia, superare blocchi emotivi, modificare abitudini controproducenti o semplicemente capire meglio te stesso.
L'ipnosi ericksoniana non è quella dello spettacolo, con pendolini e comandi ipnotici. È una forma di comunicazione profonda, rispettosa, che lavora con le tue risorse, non contro le tue resistenze. Il yes set è solo uno degli strumenti, ma rappresenta bene la filosofia di fondo: non imporre, facilitare.
Se stai considerando un percorso terapeutico e sei curioso di capire come funzionano questi approcci nella pratica concreta, possiamo parlarne. Senza impegno, senza pressioni. Solo una conversazione per capire se posso esserti utile.
E se hai letto fino a qui, probabilmente una parte di te è già pronta a fare il passo successivo. Ma questa è una scelta che solo tu puoi fare.
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