Casi clinici reali, no.
Le storie nel terzo libro sono composite e inventate: servono a far
vedere una dinamica, non a raccontare persone. È scritto anche in
apertura del volume. Il segreto professionale non si aggira con un nome
di fantasia.
Un test, nemmeno. Alla fine
di ogni capitolo ci sono domande su cui fermarsi, senza punteggi e senza
soglie: nessun libro può dirti cosa hai.
E non sostituisce una terapia.
L'ultimo capitolo si chiama «Quando non basta un libro» e serve
esattamente a riconoscere quel momento.